È all’interno della macula, nella parte posteriore dell’occhio, che le immagini vengono fissate nella retina.
La graduale perdita della vista di Sonia diventa l’allegoria filmografica che permette alla figlia di intraprendere un viaggio alla scoperta degli eventi che fino ad allora erano stati tenuti segreti e che avevano oscurato i ricordi primordiali della sua gestazione e nascita.


Mariana X. Rivera
Dottoressa in Scienze antropologiche, laureata in Antropologia visiva e ricercatrice presso la Direzione sociale ed etnologica dell’Istituto nazionale di antropologia e storia.
È cofondatrice di Urdimbre Audiovisual, dove lavora come regista, fotografa e montatrice. Ha diretto documentari e videoclip e ha pubblicato articoli su documentari, film etnografici, antropologia visiva, tessitura e memoria.
Tra i suoi film ricordiamo Nos pintamos solas (2014) (Murales e specchi: donne che resistono ai muri); Mujer. Se va la vida, compañera (2018) (Donna. La vita scivola via, compañera); Flores de la llanura (2021) (Fiori della prateria); e la narrazione transmediale Oficios Creativos (2021) (Mestieri creativi). Coordina il Seminario di Poetica dell’immaginazione: Metodologie sperimentali dell’antropologia audiovisiva.